Santo dubito

Giovanni-Paolo-IICarol Wojtyla è stato un Papa capace di muovere la storia e accelerare il processo di scongelamento dell’Europa oltre cortina. Di sicuro un Papa efficace nella comunicazione mediatica. Conservatore più di quanto si creda, televisivo e telegenico. Magari anche un uomo coraggioso. Ma per favore, santo no. Vedere alla voce americalatina.

Naturalmente è soltanto il mio pensiero. Ogni comunità ha comunque il diritto di scegliere i propri maestri. Se siano figure esageratamente idealizzate non importa. Il loro compito è comunque quello di rafforzare un’identità e impedire che essa sbiadisca.

L’uomo è un animale superstizioso. Con la propensione a credere ai miracoli. Che il popolo dei pellegrini osannanti congestioni pure le vie di Roma intorno a S. Pietro. Facciano pure. Ma io, istintivamente, provo un certo disagio. Perché una folla di ferventi non è mai la semplice sommatoria dei suoi singoli e si contraddistingue per la suggestionabilità. Senza troppa differenza, che si tratti di riempire una piazza per acclamare un dittatore o che si spingano in cielo le lodi a una Papa santo.

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5 risposte a Santo dubito

  1. RP McMurphy ha detto:

    Inutile dire che condivido.

  2. andreana ha detto:

    E’ più facile muovere la storia se si hanno a disposizione i miliardi di dollari dello IOR. Alla voce americalatina trovo scritto: credevamo di essere tutti figli di Dio.

  3. weissenhimmel ha detto:

    IL PAPA POLACCO
    Io non ho mai avuto simpatia per Karol Wojtyla, il papa tanto amato dalla Comunione e Liberazione di Roberto Formigoni: Wojtyla era un papa conservatore, accecato da un anticomunismo viscerale che lo portò a combattere la teologia della Liberazione, con “scomuniche” e sospensioni a divinis… non è una colpa leggera per un papa che in visita ufficiale in Cile ebbe l’ardire di affacciarsi dal balcone del palazzo della Moneda con il dittatore fascista, golpista e assassino Augusto Pinochet. Quelle condanne teologiche, scritte dall’inquisitore del Sant’Uffizio Cardinale Joseph Aloisius Ratzinger, armarono gli squadroni della morte che massacrarono inermi contadini, operai, studenti, preti e perfino suore: la sua fu e resta una colpa imperdonabile.
    Tuttavia il livore anticomunista di un polacco si può comprendere: dopo il patto Hitler Stalin, (o Molotov-Ribbentrop, se si preferisce) la Polonia fu attaccata a tradimento dalle armate tedesche, a Ovest, e da quelle russe a Est.
    Venne quindi occupata e smembrata.
    Grazie a quell’infamia la Polonia divenne il principale mattatoio d’Europa (Auschwitz, Treblinka, Sobibór … sono i campi di sterminio costruiti dai nazisti nella Polonia occupata)…
    La tragedia del Ghetto di Varsavia fu del resto uno dei maggiori crimini del nazismo.
    Per questo motivo il patto di non aggressione tra nazisti tedeschi e stalinisti russi (condannato in Italia da un comunista onesto ed intransigente di nome Umberto Terracini) fu uno dei maggiori crimini di Stalin che pianificò nei dettagli con Hitler la spartizione della Polonia.
    Criminale fu poi lo scioglimento del Partito Comunista Polacco (e il decreto fu purtroppo firmato anche da Togliatti a nome della Terza Internazionale): i veri comunisti in Polonia si opposero infatti all’infame accordo e vennero trucidati nei lager nazisti e nei gulag di Stalin.
    Particolarmente efferato fu inoltre il massacro della foresta di Katyń, dove le milizie staliniste massacrarono gli ufficiali polacchi detenuti del campo di prigionia di Kozielsk per proseguire ed allargare poi la mattanza. E’ documentata l’uccisione di 21.857 cittadini polacchi: i prigionieri di guerra dei campi di Kozielsk, Starobielsk e Ostashkov e i detenuti delle prigioni della Bielorussia e dell’Ucraina occidentale, fatti eliminare su ordine di Stalin oltre che nella foresta di Katyń nelle prigioni di Kalinin (Tver), Kharkov e di altre città sovietiche.

    Al termine della guerra, quando i soldati dell’Armata Rossa liberarono la Polonia entrando in questo caso da liberatori il 27 gennaio del 1945 nel campo di Auschwitz, un’intera generazione di comunisti e rivoluzionari era stata ormai già annientata.
    I russi si comportarono da conquistatori: unirono all’URSS le regini orientali della Polonia che venne quindi compensata con territori tedeschi ad est. Centinaia di migliaia di polacchi e di tedeschi furono costretti ad un vero e proprio esodo di massa.

    Il modello imposto dal Cremlino non fu mai amato dai polacchi: gli operai organizzarono una vera rivolta nel 1956 che riuscì ad imporre riforme, a differenza di quanto accadde in Ungheria dove l’ordine venne imposto dai carri armati del Patto di Varsavia,.

    Infine gli scioperi dei lavoratori del 1980, che dai cantieri navali di Danzica, occupati dalle maestranze, si estesero a tutto il Paese, portarono alla formazione del sindacato indipendente, “Solidarność. Il suo leader era un giovane elettricista, Lech Walesa.
    Il 13 Dicembre 1981 il generale Wojciech Jaruzelski promulgò, attuando un vero e proprio golpe, la legge marziale. L’esercito prese il controllo del paese, venne introdotto il coprifuoco e un rigido controllo della vita sociale e politica.
    Walesa, l’elettricista dei Cantieri di Danzica, ricevette il premio Nobel per la pace nel 1983
    Finalmente nel 1989, a pochi mesi dalla caduta del muro di Berlino, ripresero i negoziati tra governo e opposizione, vennero indette libere elezioni, che sono finirono con la schiacciante vittoria dei candidati di Solidarnosc. Walesa fu poi fu eletto Presidente, si trattò tuttavia un pessimo presidente che dimenticò ben presto i suoi compagni di lotta
    Tutto questo serve a dire che si possono comprendere le ragioni dell’anticomunismo viscerale che annebbiò la vista del papa Polacco.
    (Trovo invece inaccettabili le analoghe posizioni ultraconservatrici espresse dal suo successore che per biografia personale avrebbe dovuto temere ben altri regimi.
    Ratzinger aveva un cugino con sindrome di Down, nel 1941, quando aveva 14 anni, fu portato via dalle autorità naziste per una “terapia”. Non molto tempo dopo la famiglia ricevette la notizia che era morto, condividendo la sorte di centinaia di miglia di disabili fatti eliminare dal regime in quanto “vite indegne di essere vissute”. Razinger aveva fatto inoltre parte della Gioventù Hitleriana e partecipò alla guerra come soldato nella Wehrmacht … “si era costretti a farlo” si dirà: è vero ma rifiutando questo obbligo i giovanissimi ragazzi e ragazze cattoliche della Rosa Bianca andarono incontro alla morte a testa alta…
    Di Karol Wojtyla è però giusto ricordare alcune cose positive:
    si è sempre considerato amico degli Ebrei che chiamò “fratelli maggiori” (a differenza di molti cattolici polacchi che incredibilmente non nascondono il loro antisemitismo),
    condannò con durezza la mafia e le connivenze di una parte della Chiesa,
    fu intimo amico del nostro presidente, il non credente, socialista e partigiano Sandro Pertini (e ora mi piace ricordare quando andarono insieme in montagna, sulla neve),
    sollevò con forza la sua voce per condannare la guerra, fece la spola tra Argentina ed Inghilterra tentando inutilmente di bloccare la guerra delle Folklands – Malvinas, ebbe il coraggio di tuonare contro la guerra in Iraq inimicandosi gli Stati Uniti d’America.
    Invecchiando, quando ormai era vinta la sua personale battaglia contro i regimi dell’Est, credo che provò invece un senso di sconfitta: a trionfare nella sua Polonia e nel mondo intero era un sistema capitalistico disumano e forse ancora più anticristiano del modello del cosiddetto “socialismo reale”.
    A Danzica i cantieri navali sono chiusi e la classe operaia, di cui lui aveva pure fatto parte in gioventù e che da papa aveva voluto sostenere, uscì duramente sconfitta dopo essere stata strumentalizzata… Wojtyla allora iniziò a criticare, anche con durezza, quel capitalismo trionfante che aveva saputo strumentalizzare la sua figura… e arrivò persino nel 1998 a visitare Cuba accolto amichevolmente da Fidel Castro.
    La Storia e molti personaggi storici, come il vecchio papa polacco, sono complessi e hanno sempre luci, oltre che ombre.
    Così perfino io che non lo avevo mai amato passai quasi per caso a dargli l’ultimo saluto in piazza San Pietro dove stavano accampati i suoi Papa Boys, giovani che non sono mai riuscito a comprendere…
    Dietro la sua finestra accesa lui stava ormai agonizzando, come un vecchio uomo malato (mentre il suo successore, anima nera del suo lunghissimo pontificato, si stava già spianando la strada per garantirsi l’elezione in quella che ancora appare come l’unica monarchia elettiva del mondo…)
    Mauro Zanella

  4. Thomas Müntzer ha detto:

    Compagno papa
    Confesso: ho sempre provato grande ammirazione per Angelo Giuseppe Roncalli.
    Giovanni XXIII era figlio di contadini, era un uomo del popolo.
    Eletto inaspettatamente e a sorpresa papa, fu artefice di una vera e propria rivoluzione per riportare al Vangelo la Chiesa di Roma.
    Per secoli e secoli i Papi erano stati veri e propri sovrani assoluti dell’anacronistico Stato Pontificio.
    Molti di loro avevano proclamato Crociate contro gli infedeli e benedetto guerre “religione” a di conquista.
    Avevano avversato la democrazia, le libertà individuali, il progresso scientifico, l’emancipazione della donna e la nascita del movimento operaio e contadino. Avevano imposto con la repressione, spesso spietatamente feroce, il potere clericale e il dogmatismo ideologico.
    Avevano bandito crociate e benedetto guerre di conquista sostenendo che “Dio lo vuole”.
    Avevano diffuso l’antisemitismo, l’intolleranza, la superstizione, il razzismo contro i popoli extraeuropei additati come incivili, il maschilismo e l’omofobia.
    Avevano difeso i privilegi di nascita e di classe predicando appelli alla passività e alla sottomissione degli oppressi.
    Avevano soffocato la libertà di stampa e di pensiero con i roghi dell’inquisizione, il carcere, la tortura e la pena di morte. (Francesco appena insediato ha fatto promulgare una legge per contrastare il reato di tortura nello stato della Santa Sede)
    Avevano benedetto e appoggiato monarchi reazionari e spietati dittatori fascisti (Mussolini, Francisco Franco, Salazar, Videla, Pinochet).
    Avevano accumulato ricchezze immense.
    In Italia avevano promosso la persecuzione degli ebrei (rinchiusi nei ghetti), degli zingari e dei cristiani Valdesi, bruciato sul rogo Giordano Bruno, messo in carcere e costretto all’abiura Galileo Galilei, colpevole di aver dimostrato che la Terra gira intorno al Sole (Galileo dopo aver pronunciato la formula e avere salva la vita aggiunse “eppur si muove”)… e bruciato o torturato qualche altro migliaio di poveri cristi: intellettuali dissidenti e scienziati accusati di eresia, povere donne accusate di stregoneria, omosessuali (arrostiti con collane di finocchi al collo)…
    In Italia avevano avversato in ogni modo l’unità della Patria, nemici giurati del Risorgimento e fedeli alleati delle potenze straniere occupanti (Austria e Francia), avevano imprigionato e condannato a morte patrioti, chiamato i Francesi a massacrare Mameli e centinaia di patrioti che avevano proclamato la Repubblica Romana nel 1848.
    Si erano opposti fino all’ultimo alla liberazione di Roma, schierando i loro mercenari svizzeri (discendenti dei tristemente celebri lanzichenecchi) e costringendo lo Stato Italiano a inviare i Bersaglieri che il 20 settembre del 1870 aprirono a cannonate le mura vaticane con la famosa breccia di Porta Pia… l’Unità d’Italia fu possibile del resto solo grazie alla caduta di Napoleone III, che più volte aveva inviato i suoi soldati contro i garibaldini.
    i erano rifiutati quindi di riconoscere lo Stato Italiano, dichiarandosi prigionieri nei Palazzi Vaticani. Nemici dello Stato Italiano Costituzionale, avevano impedito ai cattolici di partecipare alle elezioni libere ma non avevano esitato, l’11 febbraio 1929 a stringere un’alleanza politica con il Regime fascista con la firma dei patti lateranensi. Bestemmiando il loro dio avevano addirittura chiamato Mussolini “uomo della provvidenza”.
    Cappellani militari, inquadrati nell’esercito parteciparono quindi a tutte le guerre di aggressione (contro la cristiana Etiopia, stato indipendente riconosciuto dalla Società delle nazioni contro i cui abitanti vennero sperimentate le armi chimiche…contro l’Albania e a fianco dei falangisti del cattolicissimo caudillo Francisco Franco: gli italiani parteciparono ai bombardamenti) e poi con i battaglioni impegnati nella Seconda Guerra Mondiale a fianco dei Nazisti e contro l’indipendenza e la libertà dei popoli dei Balcani, della Grecia e della Russia…
    Pio XII non condannò mai apertamente il nazismo, pagano e anticristiano per definizione, e fu silenzioso durante lo sterminio degli ebrei.
    Nel dopoguerra, nonostante molti sacerdoti avessero perso la vita perché sinceri antifascisti e fossero stati addirittura membri della resistenza, il Vaticano, incurante del fatto che il Partito Comunista Italiano di Togliatti, rompendo con il fronte laico formato da Socialisti, Repubblicani, Liberali e Partito d’Azione, aveva votato l’articolo 7 della Costituzione (uno dei pochi che andrebbe abolito) che imponeva alla Repubblica i privilegi strappati a Mussolini dalla Chiesa con i patti Laterani, emanò la scomunica per tutti coloro che avessero votato il 18 Aprile 1948 per il Fronte Popolare (furono quindi condannati all’Inferno e alla dannazione eterna).
    La gerarchia ecclesiale perseguito quindi splendide figure di sacerdoti tacciati di essere “comunisti”: tra loro ad esempio Don Lorenzo Milani, esiliato a Barbiana, piccolo borgo del Mugello dove il sacerdote a cui era stato imposto il silenzio, fondò la scuola di Barbiana.
    La Chiesa era ancora questa, fedele alleata degli Stati Uniti, silenziosa nei confronti delle varie mafie, i cui capi famiglia si dichiaravano cattolicissimi e devoti (lo IOR intanto riciclava), sempre dalla parte dei ricchi e dei potenti, quando Roncalli divenne Papa (e uno allora è quasi costretto a credere all’intervento nel Conclave, nel salone della Cappella Sistina dello Spirito Santo).
    Roncalli era molto anziano e quindi destinato ad essere papa di passaggio (come i governi di balneazione dei democristiani) ma stravolse ogni pronostico.
    Giovanni XXIII dall’alto inizio una rivoluzione che chiamava alla mobilitazione “la Chiesa popolo di Dio (come Mao quando durante la Rivoluzione Culturale invitò il popolo a sparare contro il quartiere generale del PCC finito nelle mani della burocrazia di partito… ma il parallelo finisce qui perché in quel caso l’estremismo ideologico causò centinaia di migliaia di morti).
    Aprì il Concilio Vaticano Secondo per riportare la chiesa agli insegnamenti del vangelo promuovendo così il dibattito e la ricerca di nuove strade: l’attenzione profetica ai “segni dei tempi”.
    Fu un uomo di dialogo: scrisse la Pacem in terris rivolgendo un appello a tutti gli uomini di buona volontà: ai fratelli delle altre confessioni cristiane, ai fratelli delle altre religioni non cristiane ma anche ai fratelli non credenti compresi i comunisti su cui ancora gravava la scomunica mai ufficialmente abrogata.
    Seppe affascinare la gente semplice che subito lo amò incondizionatamente riconoscendolo figlio del popolo.
    Fu un uomo del dialogo, della fraternità umana e un Partigiano della Pace.
    In un mondo diviso in blocchi militari contrapposti, durante la cosiddetta guerra fredda, combattuta però sul fronte di Corea in una sanguinosissima guerra, in un mondo in cui il rischio di un conflitto atomico e del suicidio del genere umano attraverso la peste nucleare era un incubo realistico e drammaticamente probabile. Giovanni XXIII smarcò la chiesa dalla crociata anticomunista e, attraverso la propria diplomazia, promosse il dialogo tra statunitensi e sovietici arrivando a ricevere il genero di Kruscev…
    Pochi sanno dell’impegno diretto di Giovanni XIII nella crisi di Cuba: i Sovietici fecero rientrare le navi con i missili nucleari solo dopo che la diplomazia vaticana assicurò loro il successivo ritiro dei missili americani dalla Turchi e puntati su Mosca.
    Gli ebrei dicono che è un giusto delle nazioni chi rischiando la propria salva anche una sola vita umana, perché chi salva una vita salva il mondo intero…
    Sarebbe giusto insegnare ai giovani cattolici che il vero miracolo di Giovanni fu questo e che forse in quella occasione impedì la guerra atomica e salvò l’umanità…
    Di sicuro favorì il dialogo e la distensione tra il Segretario del Partito Comunista dell’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche Nichita Sergeevič Chruščëv, figlio come lui di contadini, e il Presidente degli Stati Uniti d’America John Fitzgerald Kennedy, di famiglia cattolica di origine irlandese.
    Giovanni XXII morì troppo presto e non riuscì a concludere i lavori del concilio, terminati dal meno carismatico e più moderato Paolo VI, che comunque cercò di continuare una svolta che sembrava ormai impossibile arrestare.
    Frutto del Concilio fu anche la Teologia della Liberazione, la punta più radicale e conseguente di quella stagione: chi ricorda ormai il sacrificio di Camillo Torres o i tre ministri sacerdoti del governo rivoluzionario sandinista del Nicaragua?
    In Italia il concilio portò all’esperienza radicale delle Comunità Cristiane di Base, all’esperienza dei Cristiani per il Socialismo, a uomini di chiesa che scelsero la fedeltà ai poveri (Dom Giovanni Franzoni, abate di San Paolo Fuori le mura e ridotto allo stato laicale per aver scritto la lettera pastorale “La Terra è di Dio” apertamente comunista e contraria alla proprietà privata… e tanti altri alcuni rimasti nella chiesa fino all’ultimo respiro come Don Andrea Gallo, abbracciati da Papa Francesco, come Luigi Ciotti, sospesi a divinis come il prete “dei Centri Sociali” Vitaliano della Sala.
    Oggi Francesco santifica Giovanni XXIII, ma Giovanni era già un sant’uomo… un contadino che si ritrovò papa, un nostro compagno (termine che indica chi si divide il pane, quello vero e quello dell’umanità) e fratello maggiore.

  5. lezapp ha detto:

    fufù
    Due Papi, che canonizzano due Papi…: 😛 bellissimi !!
    Me sa che solo un diluvio ci salverà da questi impostori… Naturalmente, è solo un mio pensiero.

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