L’altra faccia del pallone

futbol_callejeroTra pochi giorni inizieranno i mondiali di calcio. Giornalisti e televisioni di tutto il mondo saranno lì a raccontarlo. Gli occhi del pianeta saranno puntati sul quinto paese più grande che c’è. Il Brasile vuole fare bella figura. Mostrare il suo vestito migliore. Di conseguenza tanti bambini di strada sono stati ammazzati con la stessa sollecitudine con la quale si spolvera un salone, in attesa di ospiti.

Le città che ospiteranno le partite dei mondiali devono essere tirate a lucido. I niños de rua sono una realtà sconveniente. Nulla a che vedere con l’immagine propagandata dalle agenzie di viaggio. In realtà, quello dei mondiali, è l’ennesimo pretesto. Non possiamo far finta di cadere dal pero. I bambini di strada nella terra del samba vengono uccisi ogni anno. E non solo in Brasile.

Ma non c’è bisogno di scavare così a fondo nelle nefandezze umane per provare ribrezzo davanti al pallone che inizierà a rotolare il 12 giugno a San Paolo.
Da noi il pallone ha la faccia di un’Italia cialtrona.
Siamo la nazione che arriva in Brasile con la delegazione di gran lunga più numerosa (90 membri!).
Siamo la nazione che spende di più per l’alloggio (300 euro a notte per letto).
Siamo la nazione che offre di più ai propri giocatori in caso di vittoria (500mila euro a testa!!!).
Che schifo.

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3 risposte a L’altra faccia del pallone

  1. lezapp ha detto:

    Fufù Spartacone, dire che provo schifo è poco. Ormai manco mr. No, può farci niente
    Cemento, cemento, cemento…

  2. andreana ha detto:

    Lo stadio di Manaus, finiti i mondiali,(pare) diventerà un carcere. Non ho capito come lo trasformeranno, ma è assicurata una bella ora d’aria con relativa partita a calcio. Un altro bel regalo da parte della prepotenza umana alla meravigliosa Amazzonia.

  3. andreana ha detto:

    Oggi l’italia delle grandi delegazioni e degli stipendi d’oro ha perso, senza se e senza ma. L’altra faccia del pallone sono le squadre delle nazioni povere, dove non ci sono giocatori da pagare milioni di dollari, eppure a vederli giocare ti diverti davvero tanto e per 90 minuti vivi una favola d’altri tempi. Come quando giocava Gigi Riva e i sogni di un popolo, di una terra, la mia, passavano attraverso i calci ad un pallone. A volte ti convinci che sia ancora così… qualche sera fa è bastato che tra i pali ci fosse il portiere di riserva e non si giocava più Italia-inghilterra ma Sardegna contro Inghilterra. Piccole illusioni umane.

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