Un’ipotesi sul perché fa tanto caldo

caldoDa un paio di mesi non si parla d’altro. Sui giornali, in tv, al bar, nell’ascensore mentre sali con l’inquilino del secondo piano. L’argomento principe di questi giorni è sempre lo stesso. Il caldo. Gli troviamo perfino dei nomi. Arriva Caronte. Oppure Hannibal. O Minosse. Fa caldo. Io un’idea ce l’ho. Scusate l’azzardo. Fa caldo perché è estate.

Nelle estati di trent’anni fa mi capitava di rimanere in città per preparare gli esami universitari. Io me lo ricordo. Faceva lo stesso caldo di oggi. Per studiare mi serviva una fascetta di spugna, di quelle che usavano i tennisti, altrimenti le gocce di sudore dalla fronte cadevano sui libri. Mi ricordo i passi sull’asfalto morbido che si scioglieva, il senso di soffocamento quando prendevi il motorino e ti sembrava di avere contro un fon sparato al massimo della temperatura.

Rivendico la memoria di quelle estati rimasto a soffrire al caldo, appiccicato al manuale di Storia dei Trattati e Politica Internazionale. Rivendico l’importanza della memoria, a prescindere.

Posso concedere un’attenuante. Trent’anni fa l’aria condizionata era roba da Spazio 1999. In casa o in macchina non ce l’avevi e per questo ti beccavi tutta l’afa che c’era, senza speranze. Oggi no. Allora magari tutto questo passare continuo dal caldo al fresco confonde la nostra percezione.

Quello che non capisco è l’inclinazione a essere sempre insoddisfatti. Insofferenti. Con l’inquilino del secondo piano in ascensore, mesi fa, non c’era capitato di agognare proprio l’arrivo dell’estate? Beh, adesso che ce l’abbiamo non ci sta più bene. L’inverno è sempre troppo inverno, l’estate è troppo estate.

E poi c’è tutto il tempo e lo spazio che i media dedicano a una questione così banale. Come mai? Non è che contribuiscono a far crescere la suggestione di essere ormai a un passo dalla liquefazione assoluta? Non è che magari a furia di pensare e parlare del caldo finiamo per non pensare più al resto?

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in frutta mista e contrassegnata con , . Contrassegna il permalink.

3 risposte a Un’ipotesi sul perché fa tanto caldo

  1. lezzy ha detto:

    Hola Murphy,
    … la questione di questo tipo di caldo non la farei cosi’ banale ( vedi i poli ormai irriconoscibili a vista d’occhio…e tutto il cappottamento climatico, dell’agricoltura etc.), ma condivido in pieno “l’inclinazione” all’insoddisfazione degli essere umani (ultimamente sempre meno sapiens). Ormai la comunicazione verbale fra persone che s’incontrano nella quotidianità, è diventata stitica, inodore, insapore.. è un disco rotto… discorsi di circostanza (io li chiamo di plastica)
    Riguardo ai vari media di “distrazione” di massa, hai fatto centro; le stragrande maggioranza delle persone guardano “il dito”, invece di ciò che indica… ed i media sono bravissimi in ciò.
    Viva Chomsky e tutto ciò che ha scritto 😛
    Lascio un link; sono solo 3 ore del proprio tempo, ma spese bene (tradotto in ottimo italiano 🙄 )

  2. lezzy ha detto:

    Ops! Ho sbagliato oplita 😦 Spero che Spartaco non me ne voglia 😛

  3. Spartaco ha detto:

    Nessun problema, uomo mascherato. Condivido pienamente il tuo giudizio su Chomsky

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...