Le ragioni del cuore

snoopy-e-charlie-brownQuante volte diciamo ai bambini di usare la testa? Quante volte, prima di fare una cosa, li esortiamo a ragionare? Un’infinità. Ovunque i bambini si trovino, a casa, a scuola, al centro sportivo, facciamo loro sempre la richiesta di riflettere sulle proprie azioni. Crescere del resto significa anche imparare che esiste una relazione tra ogni comportamento e le sue conseguenze. Ma il cuore? Diciamo mai ai bambini di usare il cuore?

Certamente se occupiamo il primo posto nella scala evolutiva degli esseri viventi non è solo per il raffinato uso di un cervello progredito come nessun altro nel mondo animale. Non si spiegherebbero altrimenti la poesia, la pittura, la musica e tante conquiste raggiunte grazie a scelte giudicate al momento divergenti o perfino insensate. L’uomo è capace di farsi foglia nel vento e abbandonarsi irragionevolmente alla passione. E per questa sacrificare finanche la propria vita. Se non è irrazionale questo.

Tuttavia il cervello, per un bambino che cresce con la continua raccomandazione di usare la testa, deve sembrare davvero l’organo principale del corpo umano. Il fatto è che non basta. Non può bastare. Questo ai bambini bisognerebbe dirglielo. E il cuore? La parola cuore sintetizza questo approccio un po’ impropriamente, ma rende l’idea. Insegniamo mai ai bambini ad essere capaci di distinguere quando è il momento di usare il cervello e quando invece sarebbe necessario non starlo troppo a sentire?

La scuola non aiuta. Figuriamoci. Presa com’è dai rilevamenti delle competenze acquisite, dalle misurazioni, dalle valutazioni numeriche, ha finito per perdere di vista tutto il resto. Si lavora con dati e informazioni, mai con le emozioni. La commozione è bandita dagli edifici scolastici. La società del resto è concentrata sulla prestazione e sulla competizione. La scuola si adegua.

Con i bambini della mia classe abbiamo iniziato un percorso didattico che ci insegna a diffidare del cervello. Lo abbiamo intitolato Non sempre quello che sembra è. Presuntuosamente il cervello vorrebbe spiegarci tutto. Ma dobbiamo sapere che può anche sbagliare. Lo fa clamorosamente in ogni pagina di Zoom, il bellissimo libro di Istvan Banyai, lo ha fatto quando abbiamo osservato il colonnato del Bernini a Palazzo Spada o la cupola della chiesa di S. Ignazio di Loyola in via del Seminario, lo fa ogni volta che ci troviamo davanti illusioni ottiche, ma anche quando siamo vittime del pregiudizio.

Ci hai messo il cuore? Ecco quello che dovremmo chiedere di più ai nostri bambini. Forse anche a noi stessi.

Io e Annapaola il cervello questa volta non abbiamo proprio voluto ascoltarlo. A sentire quello che diceva c’era un lungo elenco di ragioni che avrebbero dovuto giustamente dissuaderci. Tutti motivi reali con i quali sappiamo perfettamente di dover arrivare a fare i conti. Però abbiamo preferito le ragioni del cuore. Così una cagnolina meticcia entrerà nella nostra famiglia. La porterà Babbo Natale lasciandocela in una scatola davanti alla porta di casa.

p.s.
Il disegno in copertina, se ci fosse bisogno di dirlo, è di Charles M. Shulz

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Informazioni su RP McMurphy

Chito e RP McMurphy vivono a Roma, ma qualcuno giura di averli visti più volte dalle parti di Maracaibo. Hanno un amore dichiarato verso tutti i sud del mondo e un’istintiva simpatia per chi vive ai margini.
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4 risposte a Le ragioni del cuore

  1. nonnalaura ha detto:

    benevuto nella grande famiglia canara, e ricorda, per diventare capobranco consulta Valentina 😉

  2. lezzy ha detto:

    fufù 😛
    L’ho “sempre” saputo : la mente, mente. (almeno, riferito alla mia)
    …dalla terra dei “pirati” , auguri marini per il solstizio invernale a tutti Voi; “meticcia” inclusa.
    p.s. …ahora si, tu sabes a donde y con quien, verdad 😆 ? Quando quieres te esperamos con mucho gusto… Portate bien guerriero

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