Bambini e percorsi

camminareFareste mai portare a vostro figlio di 7 anni una pesante anguria per quattro piani di scale, fino a casa? Gli mettereste sulle spalle il vostro zaino, prima di un’escursione? Chiaramente no. La crescita del senso di responsabilità, come l’autostima e l’autonomia, sono processi che hanno bisogno di gradualità, temperanza e pazienza. Anticipare i tempi è dannoso. Un bambino può sostenere pesi leggeri, non possiamo schiacciarlo sotto il giogo di incarichi inadeguati.

Allora non dovremmo lasciare che i bambini decidano programmaticamente i palinsesti degli impegni familiari, stabilendo (specialmente in vacanza) cosa fare, dove essere portati, quando e per quanto tempo. I bambini pagheranno caro il ruolo di piccoli tiranni. Al di là di una evidente soddisfazione momentanea, vedranno i genitori trasformarsi in intrattenitori accondiscendenti o semplici esecutori compiacenti di ogni ghiribizzo. La letteratura pedagogica a questo riguardo è fin troppo prodiga di avvertimenti. Il bambino, per crescere sereno, ha bisogno che il genitore eserciti il ruolo di chi conosce la mappa delle stelle e tiene lui il timone. Il genitore costantemente impegnato ad accontentare il proprio figlio, così come quello perennemente preoccupato di non deluderlo, abdicano invece al compito di guida e nel lungo periodo cessano di essere una sicurezza all’ombra della quale vivere la propria incolumità.

Che cosa pensereste del resto se la guida sherpa a cui vi siete affidati, mentre vi conduce lungo un sentiero incerto dell’Himalaya si voltasse verso di voi e vi chiedesse: adesso da che parte andiamo?

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Informazioni su RP McMurphy

Chito e RP McMurphy vivono a Roma, ma qualcuno giura di averli visti più volte dalle parti di Maracaibo. Hanno un amore dichiarato verso tutti i sud del mondo e un’istintiva simpatia per chi vive ai margini.
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2 risposte a Bambini e percorsi

  1. renata ha detto:

    Come non essere d’accordo? Le creature piccole chiedono ai genitori di “tenere il timone”, anche quando si ribellano. Non si tratta di cieca obbedienza da parte di chi è in condizione di minorità, alcune forme di disobbedienza vanno anche sollecitate, in un equilibrio difficile fra posizioni. Fare il genitore o il maestro è sempre un rischio, uno stare sul bilico. E anche un continuo fare i conti con le proprie frustrazioni di adulti. Buon inizio, “buona” scuola, ma davvero!!! Renata

  2. RP McMurphy ha detto:

    grazie big chief

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