Alla maestra che non conosco

Qualche giorno fa ho sentito la storia di una maestra che mette 2 sul quaderno dei bambini, quando questi sbagliano un compito. E che poi fa un sacco di altre cose assolutamente lontane da qualsiasi principio pedagogico, con l’unico risultato di cancellare dalla testa di ogni bambino l’idea che la scuola possa essere un posto piacevole. Che sia possibile andarci volentieri ogni giorno.

Probabilmente non succederà mai, però se a quella maestra capitasse di entrare in questo blog e avesse il tempo di leggere queste righe, qualche domanda io gliela farei pure.

Cara maestra, chiederei, lo sa che ha l’abilità di cancellare in un colpo solo un’intera bibliografia pedagogica? Lo sa che nella scuola attualmente considerata all’unanimità di gran lunga la migliore al mondo (quella finlandese) non si mette un voto fino alla fine di tutto il ciclo che equivale alle nostre elementari e medie? Si rende conto di quale responsabilità nasconda un lavoro come il suo e di quanti danni si possano fare anche non volendo? Di quale sfortuna abbiano i bambini che capitano nelle sue classi? Si è mai chiesta come mai più di qualcuno dei suoi studenti abbandoni la classe cambiando perfino scuola?  Le è mai venuto il dubbio che fare lo sceriffo magari va bene sul treno per Yuma, ma non in una scuola elementare?

Cara maestra, le viene mai in mente che il brutto voto sui quaderni dei bambini, quel 2 orrendo messo a mezza classe per volta (ma fosse anche a uno solo di loro), in realtà lo sta mettendo a se stessa, perché, se i bambini non capiscono, quello evidentemente è proprio il voto che meritano le sue spiegazioni?

p.s.
In copertina il personaggio di Mother Gothel, dal film Rapunzel, l’intreccio della torre. Perché è lei che mi è venuta in mente mentre mi parlavano di quella maestra.

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Informazioni su RP McMurphy

Chito e RP McMurphy vivono a Roma, ma qualcuno giura di averli visti più volte dalle parti di Maracaibo. Hanno un amore dichiarato verso tutti i sud del mondo e un’istintiva simpatia per chi vive ai margini.
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10 risposte a Alla maestra che non conosco

  1. Liza ha detto:

    Concordo .

  2. nonnalaura ha detto:

    la maestra oltre ad essere una idiota incompetente è anche “CATTIVA!”

  3. renata ha detto:

    In tempi di valutazione intensiva stile-INVALSI la maestra (lettera minuscola) è quasi una figura bonaria, da vecchia scuola. Le si possono mettere le puntine da disegno sulla sedia, ma un somministratore, come punirlo?

  4. renata ha detto:

    Anche questa volta mi sa che hai ragione…fra “cattiveria” e stupidità è un bel contendere!

  5. Demart81 ha detto:

    Su questo però non sono d’accordo, però insegno alle superiori. Ma il principio del voto negativo che fa venire le angosce non mi ha mai convinto, men che meno quello che se la classe non capisce la colpa è del docente.
    Ho mandato al primo quadrimestre al recupero in latino e greco 26 alunni su 31.
    1) non permetto a nessuno di dire che la colpa sia mia e che io non sia un bravo insegnante, scusa l’immodestia
    2) di questi 26 almeno una metà, proprio grazie alla terapia d’urto iniziale, sono arrivati alla sufficienza se non oltre.
    Ma, ripeto, io insegno alle superiori. Alle elementari forse hai ragione tu, ma negli anni 80 le insufficienze fioccavano e nessuno si è mai suicidato.

    • RP McMurphy ha detto:

      Sì la differenza è tutta lì. Gli insegnamenti nella scuola primaria sono così basici che, salvo casi eccezionali, ci vuole davvero una spiccata vocazione all’esercizio dell’incomprensione per non riuscire a trasmetterli.
      Sul fatto che i ragazzi di oggi sono molto più fragili di quelli di un tempo non ci piove, ma questo apre discorsi troppo ampi per poter essere affrontati ora in poche righe. Magari ne riparleremo.

      • Demart81 ha detto:

        Occorrerebbe saperne di più sulla vicenda: quanti bambini ha in classe, quali sarebbero le altre azioni diseducative, che livello di educazione hanno i bambini suddetti, se la maestra è esasperata e perché…
        Non è per difendere la categoria, ma per mia naturale diffidenza oltre che per farmi un’idea precisa e completa dell’accaduto.

  6. Demart81 ha detto:

    P. S. Mi scuserai, ma non ne posso più della scuola finlandese. Preferisco la sauna.

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